APPOGGIO E SOLIDARIETÀ ALLO SCIOPERO DEI BRACCIANTI

La Federazione dei Giovani Socialisti esprime appoggio e solidarietà allo sciopero dei braccianti indetto quest’oggi. 


Lanciata dal compagno sindacalista Aboubakar Soumahoro, questa è la protesta degli “invisibili”: quelli che purtroppo sono rimasti tali anche dopo il provvedimento di regolarizzazione del Governo. Un provvedimento colpevolmente lacunoso, frutto di mediazioni al ribasso.


La Repubblica doveva intervenire a favore di quelle migliaia di lavoratori sfruttati e sottopagati in nero, risolvendo quelle condizioni – anzitutto la mancanza di un permesso di soggiorno – che li costringono a rimanere senza tutele, senza dispositivi di protezione e senza la possibilità di accedere ad un medico di base. 
Assieme a chi sta protestando oggi, contestiamo i seguenti punti:

1) La regolarizzazione risponde solo a esigenze di mercato lasciando fuori i lavoratori di interi settori, come quello edilizio, della logistica o della ristorazione. 

2) Possono essere regolarizzati solo coloro che hanno un permesso di soggiorno scaduto dopo il 31 Ottobre 2019. Dunque si lascia gran parte dei lavoratori fuori, soprattutto dopo che nell’Ottobre 2018 il primo decreto-sicurezza di Matteo Salvini attuò quella discutibilissima stretta sui permessi di soggiorno: moltissime persone da allora sono diventate invisibili, e per sopravvivere sono nelle mani del giro d’affari della criminalità organizzata.

3) Il permesso di soggiorno concesso è temporaneo di sei mesi, dopo il quale – e lo ricordiamo, siamo nel bel mezzo di una pandemia – bisognerà esibire un contratto di lavoro per poter rimanere regolari. Questo spalanca le porte ad altro sfruttamento: i lavoratori saranno costretti ad accettare qualsiasi condizione pur di non tornare allo stato di clandestinità.

4) La pratica per la richiesta di permesso di soggiorno temporaneo ha un costo di 130€ a persona. E’ giusto pretendere questi soldi da lavoratori disperati, magari alloggiati in fatiscenti baraccopoli, che chiedono un contratto dignitoso e un’assistenza umana in periodo di emergenza sanitaria? In un periodo in cui lo Stato immette grandi quantità di denaro nel sistema economico, dà soldi ad imprese e consumatori (sempre che arrivino…) non si può rendere gratuita una pratica così vitale per le persone?


Queste e altre ragioni hanno spinto allo sciopero che appoggiamo, e che oggi lancia un grido anche contro lo strapotere della Grande Distribuzione Organizzata: contro i prezzi da fame imposti agli agricoltori, che incoraggiano pratiche scorrette e concorrenza al ribasso.


Oggi nel nostro piccolo abbiamo voluto dare voce agli invisibili, e il Senatore del Partito Socialista Italiano, Riccardo Nencini, ha annunciato un emendamento sul tema!

Invitiamo i consumatori a non comprare frutta o verdura dalla Grande Distribuzione oggi. Ed esortiamo tutti i compagni a donare una cifra simbolica dei loro risparmi a questa importante causa, per munire i braccianti di dispositivi sanitari e beni di prima necessità:

 https://www.gofundme.com/f/portiamo-il-cibo-in-tavola-ma-abbiamo-fame
La loro battaglia è quella che fu dei nostri nonni. Oggi come allora, il Socialismo ha gli stivali nel fango.

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