Monte Sole non si strumentalizza!

Il NES Noi Ebrei Socialisti esprime profonda indignazione per l’annunciata Manifestazione Marzabotto – Monte Sole organizzata “per Gaza”, che si profila come l’ennesima, inaccettabile provocazione revisionista.

Da tempo assistiamo con crescente preoccupazione a un tentativo sistematico – ora persino avallato da diversi esponenti della sinistra istituzionale – di svuotare di senso la memoria della Resistenza italiana e di piegarla a narrazioni ideologiche estranee al contesto storico. Si arriva perfino a strumentalizzare la strage di Marzabotto, compiuta dall’esercito nazista in ritirata contro la popolazione civile inerme, per imbastire e giustificare un paragone con la guerra tra Israele e Hamas. È un insulto alla verità storica e un oltraggio alla memoria delle vittime.

Parlare di “genocidio” a Gaza mentre si ignora il ruolo di Hamas – un’organizzazione che ha nel suo statuto la finalità di cancellare Israele e che agisce secondo una logica di martirio collettivo e distruzione totale – significa sovvertire la realtà. Non è in corso un nuovo Marzabotto, né una nuova Shoah. Al contrario: a Gaza è Hamas a tenere la propria popolazione sotto scacco, utilizzandola come scudo umano.

Riteniamo gravi e irresponsabili le parole di chi, come l’assessore con delega alla Pace del Comune di Bologna, Daniele Ara, pur dicendosi aperto al “dialogo”, lascia alla Comunità ebraica la responsabilità di prendere le distanze da un “governo assassino”. È una retorica pericolosa, che isola ulteriormente gli ebrei italiani, già oggetto di crescenti attacchi verbali e fisici.

Altrettanto preoccupante è il rifiuto – o la “non opportunità” – della presenza della bandiera israeliana alla manifestazione. Bandiera di uno Stato democratico e pluralista, non simbolo di sterminio. L’invito alla Comunità ebraica suona così ambiguo da risultare offensivo: siete ammessi, ma solo se vi dissociate.

Il paragone fatto dal presidente dell’UCOII, Yassine Lafram, tra la strage nazista di Marzabotto e la situazione a Gaza, è infondato e pericoloso. Così come è sbagliata la teatralizzazione del conflitto, con il lancio di allarmi antiaerei nelle scuole o nei luoghi di culto, che nulla fa per costruire la pace e molto contribuisce a esasperare i toni.

Siamo i primi a voler costruire una pace giusta per tutti i popoli. Ma pace significa verità, rispetto, dialogo tra eguali. Non significa manipolazione della storia, né utilizzo selettivo della memoria per condannare una sola parte.

La sinistra si svegli. Chieda scusa. E si ricordi che la Resistenza è stata lotta di popolo contro un regime che voleva annientare un’intera etnia, non un’arma simbolica da agitare contro Israele.

Liberate gli ostaggi rapiti!
 
Basta con il revisionismo. 
Basta con la strumentalizzazione dei morti di Marzabotto. 
Chi vuole la pace non nega la storia. La onora, tutta intera.
Onore ai Partigiani della Brigata Stella Rossa e al Comandante Lupo.
 
NES Noi Ebrei Socialisti
FGS Federazione Giovani Socialisti
Gherush92 Comitato per i Diritti Umani

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2 risposte

  1. Bravissimi! Avanti tutta! Leggervi mi ha rincuorata. Voci come le vostre sono isolate ma sono indispensabili sentinelle a tutela di una verità ormai tradita. Dove erano coloro che scendono in piazza da mesi quando il 7 ottobre 2023 persone inermi sono state torturate, uccise e rapite? Dove erano coloro che strillano a piè sospinto per i cd femminicidi quando le donne venivano prelevate dai loro letti e da un festival pacifista e violentate con atrocità inaudita. Dove erano coloro che da mesi invocano pietà per i bambini affamati quando i bambini israeliani perdevano i genitori o la vita o venivano rapiti? La storia, con connotati differenti si ripete, e la ripetizione è inevitabile solo le vostra voce riuscirà a propagarsi.

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