Facciamo basta con Beatrice Venezi

(Documento politico del Dipartimento Cultura FGS)


Premessa

 

Tra scioperi, guerre, trattati e contraddizioni, nel mondo culturale italiano è successo qualcosa che, se non fosse drammatico, sarebbe perfino divertente. Quel tipo di divertimento che nasce dall’assurdo, quando una vicenda così surreale da sembrare satira si materializza nella realtà.

Parliamo della nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale stabile del Teatro La Fenice di Venezia.


Chi lavora nel settore lo sa bene, e forse è già stanco di sentirne parlare; ma proprio per questo è utile ricostruire con chiarezza quanto accaduto, per mostrare fino a che punto la gestione culturale italiana sia precipitata nel grottesco.

 

La questione chiara e tonda

Il 22 settembre 2025, la Fondazione Teatro La Fenice ha annunciato la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale stabile, approvata dal presidente della Fondazione e sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, insieme al consiglio d’indirizzo.

 

La decisione ha innescato una reazione senza precedenti nel teatro:

Orchestrali e maestranze hanno diffuso una lettera pubblica indirizzata al sovrintendente Nicola Colabianchi, lamentando la mancanza di trasparenza nella procedura e la sproporzione tra il prestigio dell’incarico e il curriculum della direttrice.


È stato proclamato uno stato di agitazione interno, con scioperi minacciati e abbonamenti cancellati in segno di protesta.


Una petizione pubblica ha superato le 10.000 firme, mentre i docenti del Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia (circa 70 su 95) hanno espresso solidarietà ai professori della Fenice.


Hanno aderito alla protesta anche le rappresentanze sindacali del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro Regio di Torino, dell’Orchestra della Toscana e dell’Orchestra Haydn di Bolzano, oltre a musicisti di fama internazionale come Fabio Luisi e Silvia Massarelli.


Gli atti simbolici non sono mancati: il 27 settembre, durante un concerto, sono stati lanciati in sala volantini con la scritta “La musica è arte, non intrattenimento”. Nel frattempo, la dirigenza ha tentato di smorzare le tensioni: il sovrintendente Colabianchi ha proposto di assegnare inizialmente a Venezi un numero ridotto di produzioni, mentre Brugnaro ha convocato per l’8 ottobre una riunione “di dialogo”.


Tuttavia, molti lavoratori vedono in queste mosse il tentativo di legittimare, gradualmente e “a ogni costo”, una nomina contestata.

 

L’analisi artistica della questione

Chi scrive non parla da commentatore social, ma da musicista professionista, formatosi e attivo in orchestre e istituzioni accademiche. Conosco quindi da vicino le realtà orchestrali e le responsabilità che comporta una direzione stabile.

 

Curriculum e attività di Beatrice Venezi

Beatrice Venezi (Lucca, 1990) è pianista e direttrice d’orchestra, diplomata al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con Vittorio Parisi.


Le sue principali esperienze artistiche includono:

  • Nuova Orchestra Scarlatti Young di Napoli (dal 2016): formazione giovanile, non riconosciuta come ICO.
  • Orchestra Regionale della Toscana (ORT): direttrice ospite principale dal 2020, collaborazione documentata nelle stagioni sinfoniche successive.
  • Orchestra da Camera Milano Classica: direttrice principale tra 2018 e 2021, realtà cameristica non riconosciuta come ICO.
  • Fondazione Taormina Arte Sicilia: direttrice artistica dal 2022, nomina regionale.
  • Direzioni sporadiche in contesti internazionali, tra cui la Shenzhen Symphony Orchestra (2024) e una collaborazione con il Teatro Colón di Buenos Aires.
 
 

A queste esperienze si aggiungono ruoli di consulenza e incarichi istituzionali, tra cui quello di consigliera per la musica presso il Ministero della Cultura (2022).

 

Considerazioni tecniche

Essere direttrice stabile della Fenice significa guidare una delle principali istituzioni lirico-sinfoniche d’Europa, con un repertorio complesso e un organico di alto profilo. Un ruolo che richiede autorevolezza musicale, esperienza operistica e capacità di costruire coesione tecnica e interpretativa.

 

Molti musicisti che hanno lavorato con Venezi, me compreso, hanno riscontrato una gestualità e una comunicazione ancora immature rispetto a standard di quella portata: una direzione precisa ma rigida, più attenta alla forma che alla sostanza sonora. 


Non si tratta di un giudizio personale, ma tecnico: la direzione non è un gesto estetico, è costruzione di equilibrio sonoro, respiro collettivo, visione interpretativa.

 

In questo senso, i dubbi espressi dai professori della Fenice trovano solide basi artistiche.

 

L’analisi politica della questione

La vicenda Venezi non è solo artistica: è politica.


Lo è perché s’inserisce in una dinamica ben più ampia di occupazione degli spazi culturali pubblici da parte della destra di governo, che tende a premiare figure affini più per visibilità mediatica che per merito professionale.

 

Negli ultimi anni, Beatrice Venezi è divenuta un volto ricorrente nel discorso politico-culturale della destra: premiata ad Atreju21, nominata consigliera al Ministero della Cultura dal governo Meloni, difesa pubblicamente dal Ministro Alessandro Giuli, dal Sindaco Luigi Brugnaro, dal Sovrintendente Colabianchi e da altri esponenti di Fratelli d’Italia come Lucio Malan, il quale ad esempio sta contribuendo alla circolazione di informazioni false sul corrispettivo predecessore della Venezi al Teatro della Fenice.

 

Anche la stampa più vicina alla maggioranza, come Libero e Il Foglio, ha presentato la nomina come una “scelta di rottura” o “una boccata d’aria nuova” per il teatro — dimenticando che la rottura non è un valore se avviene a scapito della competenza.

 

L’argomento ricorrente nelle difese è che le critiche sarebbero “sessiste” o “ideologiche”. Ma ridurre a pregiudizio politico il dissenso espresso da centinaia di professionisti è un modo comodo per evitare di discutere di qualità, metodo e merito.

 

La realtà è che, se davvero la nomina fosse avvenuta per ragioni di rappresentanza politica o d’immagine, ci troveremmo di fronte a un abuso di potere culturale. E sarebbe una ferita profonda per chi, come migliaia di giovani musicisti italiani, studia e lavora per anni in silenzio, inseguendo il merito e non l’apparenza.

 

Conclusione

 

La musica è una cosa seria.
Richiede disciplina, visione e competenza.
Non si improvvisa per decreto e non si costruisce con le dirette social.

 

Per questo chiediamo che la nomina di Beatrice Venezi alla direzione musicale stabile della Fenice venga rivista e che le procedure di selezione nelle istituzioni lirico-sinfoniche tornino a basarsi su criteri di trasparenza, competenza e confronto artistico reale.

 

La cultura non può diventare un laboratorio d’immagine del potere politico.
Il talento non si assegna, si dimostra. E come diciamo in orchestra: il posto lo meriti se sai suonare.


Dipartimento Cultura
della FGS

Edoardo Maria Pedrelli

Condividi:

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on pinterest
Pinterest
Share on linkedin
LinkedIn

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Rimani in aggiornamento

Articoli correlati

Il prezzo politico dell’intersezionalità

IL PREZZO POLITICO DELL’INTERSEZIONALITÀ Negli ultimi anni, la teoria dell’intersezionalità è diventata un punto di riferimento quasi obbligato in certi ambienti politici e culturali. Il

Facciamo basta con Beatrice Venezi

(Documento politico del Dipartimento Cultura FGS) Premessa   Tra scioperi, guerre, trattati e contraddizioni, nel mondo culturale italiano è successo qualcosa che, se non fosse

Su questo sito utilizziamo strumenti di prima o terza parte che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (cookie tecnici), per generare report sull’utilizzo della navigazione (cookie di statistica) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.