La nostra Storia

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I giovani socialisti italiani hanno vissuto più di un
secolo di storia italiana ed europea. Abbiamo affrontato grandi sfide, abbiamo vissuto momenti difficili e siamo sopravvissuti a incredibili minacce. Eppure siamo ancora qui, con ferite e dolori di una storia lunga e dura, a combattere per quello che abbiamo sempre creduto: pari opportunità per tutti, indipendentemente per chi siano, giustizia sociale e un equo stato di diritto per garantire la sicurezza civile e i diritti sociali.

Abbiamo iniziato la nostra lotta 114 anni fa, era il 7 settembre del 1903,
quando si riunirono i delegati delle organizzazioni regionali socialiste
a Firenze per creare la FGSI (o MGS, Movimento Giovanile
Socialista, come è stato rinominato per pochi anni in seguito).

I giovani socialisti dei primi decenni del secolo erano soprattutto massimalisti
e rivoluzionari, in linea con lo spirito di quei tempi e
contrariamente alla leadership riformista del partito padre.
Una delle loro più importanti battaglie politiche era quella antimilitarista. Mentre l’Italia era stata trascinata in molteplici avventure militari da un
crescente sentimento nazionalistico, la gioventù socialista lottava per evitare
il massacro delle giovani generazioni europee: il nostro segretario generale
dell’epoca, Amedeo Catanesi, morì in una trincea nel 1915.

La grande maggioranza degli attivisti della FGSI ha lasciato il Partito socialista nel 1921, deviata e attratta dal falso mito sovietico. Tutto ciò avveniva all’inizio di un tempo buio per l’Italia, con la venuta del fascismo e la sua egemonia per vent’anni sulla vita culturale e politica.

La FGSI, in quanto giovanile del Partito Socialista Italiano (PSI), è stata sciolta
durante il regime fascista e molti giovani attivisti socialisti
furono vittime di violenza, di incarcerazione o costretti a fuggire. Ma mentre
l’organizzazione era formalmente scomparsa in quegli anni, con orgoglio
ricordiamo l’esempio eroico di alcuni dei nostri compagni, come, per
esempio, Fernando De Rosa, un giovane socialista di Torino caduto
a Guadarrama, in Spagna, combattendo contro le forze fasciste di Franco.

La FGSI è stata rapidamente rifondata nel 1944 da un gruppo di giovani
partigiani come Matteo Matteotti, figlio di Giacomo Matteotti, il
leader parlamentare del PSI ucciso dai fascisti nel 1924. Negli anni del dopoguerra la FGSI si è unita alla IUSY  (l’unione internazionale dei giovani socialisti) e si è opposta, ancora una volta,
contro il partito padre e la sua alleanza con il Partito Comunista nel “fronte popolare”.

Più tardi, gli attriti per la leadership del PSI
portarono ad un’altra spaccatura e la FGSI si è unita alla corrente socialdemocratica guidata dal futuro Presidente della Repubblica Italiana,
Giuseppe Saragat.

Nell’undicesimo anno dalla ridondazione della FGSI, dopo la divisione socialdemocratica, fino agli anni ’90 i giovani socialisti italiani hanno attivamente partecipato alla vita turbolenta della repubblica italiana.
La gioventù socialista italiana degli anni ’60 è stata colta di sorpresa, come tutto il sistema politico, dalle proteste del ’68. Ma negli anni Settanta la
FGSI, più flessibile e dinamica rispetto alla conservatrice e
ortodossa FGCI (Giovane Federazione Comunista) è entrata in contatto
con il movimento degli studenti, partecipando direttamente in alcune delle proteste più famose.

Gli anni Ottanta furono l’epoca d’oro per il PSI con i 5 anni
(1983-1987) del governo di Bettino Craxi, Segretario Generale
del partito. I giovani socialisti entrarono entusiasticamente
nell’agenda di Craxi, incentrata sulla modernizzazione del paese e
su una grande alleanza tra meritocrazia e giustizia sociale.

L’MGS, come si chiamava allora, fu tra i membri fondatori dell’ECOSY (oggi YES, ovvero i giovani socialisti europei) nei primi anni ’90.

Dopo “Tangentopoli” la FGS è stata rifondata ancora una volta nel 1996,
mantenendo la continuità organizzativa con la vecchia FGSI e
MGS e l’affiliazione a IUSY e ECOSY.

Negli ultimi 20 anni i giovani socialisti italiani hanno continuato a lottare per
ciò che credono, a volte proprio come attore principale della politica italiana (come quando ha partecipato alla fondazione della Rosa nel
Pugno nel 2006). L’ultimo congresso della FGS si è svolto a Ravenna
nel 2015, quando i delegati delle federazioni regionali hanno eletto
Roberto Sajeva, da Palermo, come Segretario Generale della FGS.

Siamo ancora qui dopo 114 anni di storia.
114 anni difficili. Siamo la Federazione dei Giovani Socialisti, un’organizzazione libera e aperta, un’organizzazione con un forte amore per la politica e per il socialismo. Noi rappresentiamo i socialisti del futuro, e noi siamo i fieri figli di un antico popolo che ha rotto le sue catene.